Il Piano regionale dell'amianto

Il "Piano di protezione dell'ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto di cui all'articolo 10 della legge 27 Marzo 1992 numero 257" è stato approvato dal Consiglio Regionale della Liguria in data 20 Dicembre 1996 con la deliberazione numero 105.

Con ulteriori provvedimenti sono state meglio individuate le scadenza temporali da rispettare ed i vincoli operativi che avrebbero dovuto essere messi concretamente in atto per assicurare la maggiore diffusione possibile dell'informazione circa i contenuti e le finalità del piano ed anche delle azioni volte alla tutela della salute ed alla corretta esecuzione degli interventi di vigilanza, custodia e bonifica dei manufatti, nonché la semplificazione ove possibile degli adempimenti (nel rispetto dei dettami delle norme in vigore) ed anche la definizione delle procedure operative per la raccolta delle schede di autonotifica (da produrre per la costituzione di un archivio utilizzabile per la conoscenza del rischio al fine dell'orientamento delle azioni di tutela e protezione della salute delle persone fisiche e dell'ambiente e per la programmazione delle attività di controllo e bonifica).

È stato altresì individuato uno specifico Gruppo di Lavoro, composto dalle Strutture Regionali cointeressate alla gestione della materia e da rappresentanti delle Unità Sanitarie Locali e dell'ARPAL, con il compito di presiedere al governo del processo che riguarda il censimento (autonotifica) - previsto dal piano di protezione dall'amianto, gli esiti del medesimo nonché le iniziative conseguenti volte alla tutela della salute della popolazione e dell'ambiente ligure. Il Piano, in definitiva, prevede un insieme di azioni che, oltre a completare la conoscenza del rischio amianto, vanno dalla formazione dei soggetti coinvolti nei rischi derivanti dall'esposizione alle fibre di amianto al controllo delle condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza del lavoro fino alle fasi di smaltimento finale dei rifiuti e di sorveglianza sanitaria ed epidemiologica dei soggetti esposti.

Le azioni specifiche che costituiscono la direttrice di azione del Piano hanno riguardato e tuttora riguardano:

  • la conoscenza del rischio (cosa significa e come svolgere il censimento per giungere all'individuazione delle situazioni a rischio)
  • la formazione dei soggetti coinvolti nei rischi per la esposizione alle fibre d'amianto (preparazione professionale su due livelli - operativo e gestionale - di tecnici ASL)
  • il controllo delle condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza del lavoro (procedure riguardanti la valutazione del rischio)
  • gli indirizzi in materia di smaltimento dei rifiuti (rilevazione della potenziale domanda e determinazione della relativa offerta articolata per Provincia e proiettata sul contingente attuale e sulla programmazione futura)
  • la sorveglianza sanitaria e quella epidemiologica (rivolta agli attuali ed agli ex lavoratori esposti; monitoraggio delle patologie)

Le azioni sviluppate dalla Regione si sono concretate sia con la sensibilizzazione sulle problematiche strettamente legate al prodotto, sia con l'individuazione di forme di collaborazione per la diffusione dell'informazione attraverso iniziative mirate, anche di carattere locale o comprensoriale, per le quali il Servizio Igiene Pubblica e Veterinaria (oggi Settore Prevenzione, Igiene e Sanità Pubblica) che gestisce l'intera problematica, si è reso disponibile ad intervenire mettendo a disposizione anche il proprio contributo di conoscenze.

Le iniziative attuate si sono dimostrate particolarmente opportune in relazione al fatto che la Regione Liguria, nel quadro delle attività connesse con l'attuazione del Piano Regionale Amianto, ha avviato da tempo ulteriori azioni che traggono origine e presupposto da quanto portato a compimento nella prima fase operativa di acquisizione di informazioni e conoscenze.

Risale infatti al Dicembre 1998 la conclusione della prima fase di censimento della presenza di materiali contenente amianto - in matrice friabile ed in matrice compatta - in edifici pubblici, locali aperti al pubblico, locali di utilizzo collettivo, blocchi di appartamenti, attuata attraverso la produzione di apposite schede di autonotifica che i titolari o i detentori del materiale dovevano consegnare alle Aziende Sanitarie Locali competenti per territorio affinché le stesse potessero costituire un archivio ed una mappa di detta presenza utilizzabile a fini di ricerca e di intervento.

Nel periodo 1999/2001 ulteriori schede di autonotifica, prodotte da persone che hanno meglio analizzato o individuato in ritardo l'effettiva possibile presenza di materiali contenenti amianto, si sono aggiunte a quelle presentate nei tempi previsti incrementandone il numero e l'insieme dei numerosi dati raccolti sono stati inseriti nell'apposito programma informatico che è destinato a fornire gli elementi necessari per una puntuale ed efficace azione di accertamento.

Tra le molteplici iniziative che caratterizzano tuttora l'azione regionale e la connotano in modo da distinguerla rispetto a molte altre realtà regionali, sono da annoverare gli interventi formativi rivolti agli addetti ed ai responsabili d'azienda che hanno conseguito l'attestato di frequenza e che, sostenuta la specifica prova abilitante, vengono inseriti nell'elenco regionale delle persone abilitate alla bonifica da amianto, l'ulteriore e mai interrotta campagna informativa per l'adesione all'autonotifica della presenza di materiali contenenti amianto da parte di chi non avesse ancora provveduto, la fissazione dei termini per la consegna delle schede di aggiornamento periodico (annuale per il friabile e triennale per il compatto) sullo stato di conservazione della presenza dei manufatti contenenti amianto e la concretizzazione della strategia per gli interventi di smaltimento dell'amianto in Liguria attraverso la realizzazione di centri temporanei di conferimento.

L'obiettivo di sempre più e meglio tendere a corrispondere alle istanze dei cittadini e degli utenti in genere, è stato perseguito dall'Amministrazione Regionale che ha adottato una serie di deliberazioni, recuperabili in altra parte del file amianto, che hanno disegnato ed aggiornano costantemente la strategia d'intervento.

Il "Piano Regionale Amianto" è stato altresì inserito, come linea progettuale specifica, all'interno del Piano Regionale di Prevenzione 2010/2012.

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