Decreto Legislativo 9 aprile 2008 numero 81

Il Decreto Legislativo 9 aprile 2008 numero 81 in vigore dal 15 maggio 2008 in materia di Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro

Il Titolo IX del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81, al Capo III "Protezione dai rischi connessi all'esposizione all'amianto", sviluppa una serie di articoli che, riprendendo i contenuti del Decreto Legislativo 257/06 a suo tempo inserito nel Decreto Legislativo 626/94, è stato oggetto, in sede regionale, di approfondimenti da parte dell’organo centrale in stretta relazione con i Dipartimenti di Prevenzione delle ASL.

La norma cui ci si riferisce, introduce modifiche alla normativa antecedente al 2006 riguardanti la protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con l’esposizione all’amianto durante il lavoro ed abroga le precedenti normative al riguardo raccordandole tutte all’interno di un unico atto normativo. I suoi contenuti, oltre che a porre attenzione alla tutela della salute dei lavoratori dai rischi derivanti dall’esposizione all’amianto durante il lavoro, coinvolgono anche i loro comportamenti finalizzandoli alla salvaguardia dell’ambiente.

Per questi motivi la Regione ha ritenuto opportuno coordinare un’azione finalizzata a far assumere, sulla materia, un orientamento uniforme da parte degli Organi preposti alla vigilanza.

Premesso che il Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 richiama l’esigenza di non derogare da quanto previsto dalla Legge 27 marzo 1992 n. 257 e conseguentemente dalle norme da essa derivate o ad essa riconducibili, la sua applicabilità riguarda le attività lavorative residuali che possono comportare rischio di esposizione all’amianto per i lavoratori; nello specifico la manutenzione e la rimozione dell’amianto o dei materiali contenenti amianto, lo smaltimento ed il trattamento dei relativi rifiuti, la bonifica delle aree.
Scorrendo l’articolato del decreto si rileva che al Datore di Lavoro viene chiesto in modo esplicito, prima di intraprendere le attività lavorative, di individuare la presenza di materiali contenenti fibre di amianto (senza intraprendere azioni invasive) e che, in caso di tale presenza o anche nel solo dubbio (il sopralluogo e la valutazione conseguente deve essere documentata), debbono essere applicate le disposizioni previste nel decreto; di fatto, in concreto, deve essere preventivamente condotta una valutazione del rischio che ponga in relazione le lavorazioni di bonifica con la possibile esposizione del lavoratore.

La norma introduce a pieno titolo il nuovo concetto delle esposizioni sporadiche e di debole intensità per la cui determinazione dovrà esprimersi la Commissione consultiva permanente per la prevenzione degli infortuni e per l’igiene del lavoro che fornirà gli orientamenti pratici. Di rilievo, in questi casi, il fatto che non si applicheranno gli articoli relativi alla notifica, alla sorveglianza sanitaria ed alla registrazione dell’esposizione nelle cartelle sanitarie e di rischio personali.
In ambito regionale sono oggi convenzionalmente considerate esposizioni sporadiche e di debole intensità, gli interventi senza disturbo del materiale contenente amianto, la sorveglianza e controllo dell’aria, il prelievo di campioni, svolte sempre e comunque in modo occasionale; tali azioni devono peraltro essere previste e puntualmente indicate nel documento di valutazione dei rischi, redatto nel rispetto e nell’applicazione dei contenuti del già citato decreto.

L’approfondimento regionale ha anche riguardato gli interventi su materiali contenenti amianto che presentano piccoli danneggiamenti in aree circoscritte del manufatto, le azioni di restauro con piccola riparazione o semplice pulizia, l’eliminazione delle possibili cause di danneggiamento senza disturbo del materiale; questi interventi si è convenuto debbano configurarsi come azioni di manutenzione che possono essere attuate da Impresa anche non iscritta alla Categoria 10 dell’Albo dei Gestori Ambientali di cui all’articolo 212 del Decreto Legislativo 152/2006 ma, sempre, con personale almeno formato all’interno dell’Impresa medesima (da dimostrare documentalmente se chiesto) dotato dei necessari DPI e della idonea opportuna attrezzatura.

Qualsiasi altra attività su materiali danneggiati contenenti amianto che richiedono interventi di bonifica con i metodi definiti dal Decreto Ministeriale 6 settembre 1994, articolo 3, paragrafo 2, nonché ogni azione di demolizione, deve essere svolta da Impresa in possesso dell’iscrizione alla Categoria 10 dell’Albo dei Gestori Ambientali di cui all’articolo 212 del Decreto Legislativo 152/2006, dotata di personale abilitato come previsto dall’articolo 258 comma 3 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81.
Rientrano in questa casistica anche la bonifica di siti ed aree con presenza di amianto, lo smaltimento dei manufatti e, comunque, di tutti i rifiuti contenenti fibre di amianto. 
Le Imprese che intendono svolgere azioni di bonifica di siti ed aree, oltre a disporre dell’iscrizione alla Categoria 10 dell’Albo dei Gestori Ambientali, debbono avere anche l’iscrizione alla Categoria 9 "Bonifica di siti"; le Imprese che effettuano il trasporto del rifiuto contenente amianto devono possedere l’iscrizione alla Categoria 5 "Raccolta e trasporto rifiuti pericolosi".

Nei cantieri di bonifica da amianto, in osservanza di quanto previsto dal Decreto Legislativo 3 aprile 2006 numero 152 "Norme in materia ambientale" ed in relazione al fatto che l’Impresa esecutrice l’intervento diventa produttrice del rifiuto, ne deve essere giornalmente effettuata l’annotazione su apposito Registro di Cantiere, distinguendone la tipologia e la quantità; il documento ha validità per il solo cantiere per il quale è stato attivato e deve essere reso disponibile presso lo stesso come previsto per tutti gli altri documenti; a cantiere chiuso i Registri debbono essere conservati presso la sede dell’Impresa.
Per le attività di rimozione e demolizione di materiali contenenti amianto e di bonifica (incapsulamento e confinamento) che prevedono trattamenti preliminari delle superfici, all’Organo di vigilanza deve essere prodotto un piano di lavoro.
In quanto sostitutivo della notifica, il Piano deve contenere le informazioni previste dalla stessa oltre ai contenuti, da non considerare esaustivi, indicati nell’articolo 256 comma 4 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 e deve essere a disposizione dell’Organo di vigilanza competente per territorio, almeno trenta giorni prima dell’inizio dei lavori.
Tale data dovrà pertanto comparire nel Piano in modo chiaro ed inequivoco, come pure dovrà essere indicata la presunta durata dei lavori; almeno tre giorni prima dell’effettivo avvio dei lavori dovrà inoltre esserne data conferma. Eventuali possibili ritardi nell’avvio delle azioni di bonifica, dovuti a motivi tecnico-organizzativi dell’Impresa o del Committente, dovranno anch’essi essere comunicati con la necessaria tempestività.
Le attività di rimozione dell’amianto, di smaltimento e trattamento del rifiuto, di bonifica delle aree interessate, debbono essere compiute da Imprese iscritte all’Albo dei Gestori ambientali alla Categoria 10A (solo compatto) o 10B (compatto e friabile) "Imprese che attuano al bonifica dell’amianto" che dispongono di personale abilitato sulla base dei contenuti di cui all’articolo dall’articolo 258 comma 2 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81.

Interventi diversi dalla rimozione, demolizione, trasporto e smaltimento del materiale contenente amianto, che non prevedano rilascio di fibre, possono essere effettuati anche da imprese non iscritte all’Albo, sulla base della valutazione del rischio ed a condizione che sia inviata, con congruo anticipo, all’Organo di vigilanza la prevista notifica; i contenuti di detta notifica sono indicati all’articolo 250 del già citato decreto legislativo. 
Nel caso azioni analoghe venissero compiute direttamente da privati che effettuano l’intervento nel rispetto delle modalità e procedure previste dalle norme e certificano con le modalità in uso un intervento autonomo di piccola e limitata manutenzione, i medesimi debbono predisporre una nota relativa all’intervento che costituirà la documentazione utile ai fini della successiva dismissione che dovrà avvenire solo attraverso un trasportatore autorizzato. L’Organo di vigilanza competente dovrà comunque essere informato degli avvenuti interventi attraverso la ricezione delle schede del censimento nominate "Rapporto di aggiornamento presenza di amianto in edifici ed impianti" (schede a.4 ed a.5).

Qualora, per ragioni di urgenza dovute a situazioni di pericolo o necessità, si debba avviare il cantiere prima dei trenta giorni previsti dalla norma, l’’impresa, nel totale rispetto di quanto previsto all’articolo 248, potrà farne richiesta all’Organo di vigilanza; la prestazione dell’Organo di vigilanza, in questo caso, sarà onerosa con applicazione dell’importo di tariffa prevista dal tariffario vigente.
Essendo venuto meno, per effetto di legge, l’atto formale dell’ASL di avvallo al Piano sempre utilizzato in precedenza per legittimare il conferimento in discarica il rifiuto contenente amianto a livello regionale, in sede regionale si è convenuto di ritenere il riscontro di avvenuto invio all’ASL del Piano, elemento sufficiente ai fini dell’accettazione del rifiuto da parte della discarica.
Per il principio di maggior cautela e tutela della persona, la Regione ha anche disposto che i contenuti dell’articolo 252 riguardanti le misure igieniche da adottare, siano da applicarsi a tutti gli interventi di bonifica di materiali contenenti amianto indipendentemente dalla matrice e dalle condizioni di conservazione.
Dovuta è anche una precisazione circa il possibile verificarsi di comportamenti scorretti che sfociano nell’abbandono di manufatti in zone e luoghi pubblici o comunque come tali da considerare.
Il recupero di materiali, già rimossi ed allocati in siti non definibili contaminati (all’interno di cassonetti o in prossimità, su terreno pubblico o privato) non rientra tra le azioni assoggettabili alla preventiva presentazione di un piano di lavoro bensì all’inoltro di notifica, così come gli interventi di incapsulamento e confinamento attuati senza provocare disturbo al materiale contenente amianto; detti interventi debbono comunque essere attuati da ditte iscritte al già citato Albo.
La notifica sopra richiamata, deve sempre e comunque pervenire all’Organo di Vigilanza, anche nei casi non riconducibili alla fattispecie esposta, precedentemente all’inizio dei lavori.

  • Lettera circolare in ordine all'approvazione degli orientamenti pratici per la determinazione delle esposizioni sporadiche e di debole intensità (ESEDI) all'amianto preleva in formato .pdf (2.4 mb)