Distretti sanitari

Il Distretto è la struttura operativa mediante cui l’Azienda Sanitaria Locale assicura la risposta unitaria coordinata e continuativa ai bisogni di salute della popolazione di un dato territorio.
Il distretto è titolare dello stato di salute della popolazione e assicura, attraverso i propri operatori ed in particolare attraverso i medici di medicina generale (MMG) ed i pediatri di libera scelta (PLS), i servizi di assistenza primaria relativi alle attività sanitarie e socio-sanitarie, indirizzando la propria attività verso un’efficace politica di governo della domanda e di valutazione delle prestazioni erogate alla popolazione di riferimento.
Il distretto analizza pertanto la domanda ed orienta la stessa garantendo continuità terapeutica, indipendentemente dai diversi luoghi di trattamento.

I Distretti in Liguria

L’organizzazione dei distretti in Liguria è conseguente alle Leggi Regionali n. 12/2006 e n. 41/2006 che disciplinano rispettivamente l’organizzazione dei servizi sociali e dei servizi sanitari, facendo convergere nel Distretto tutta la materia delle cure primarie e dell’integrazione sociosanitaria. La Liguria, dopo il Veneto, è l’unica Regione italiana ad aver regolamentato i Distretti Sociosanitari, superando la dicotomia Distretto Sanitario/Zona Sociale.

La Giunta regionale, con la Deliberazione n. 1662/2008 “Indirizzi alle Aziende Sanitarie per il riordino delle attività sanitarie distrettuali ai sensi dell’articolo 39 della legge regionale n. 41/2006”, ha completato le indicazioni per l’organizzazione distrettuale.
L’impostazione data alle attività distrettuali,  oltre che semplificare sul piano amministrativo  e programmatorio  le sinergie  tra il settore sanitario e quello sociale, consente oggi,  e ancora di più lo farà nel futuro - quando sarà consolidata  l’operatività integrata tra sistema delle Aziende sanitarie e dei Comuni - di rispondere in maniera corretta ed efficace ai bisogni complessi dei cittadini fragili (anziani, disabili, minori e persone con problemi ricorrenti di assistenza: dai malati oncologici ai portatori di patologie croniche, etc), provvedendo all’accoglienza  tramite Punti Unici di Accesso e Sportelli Integrati, alla valutazione multidimensionale, ai piani di assistenza individualizzati.

La struttura organizzativa distrettuale consentirà di usare in maniera oculata anche le risorse umane e finanziarie, integrando l’offerta pubblica con quella del Terzo Settore, del privato (strutture accreditate) e del Volontariato, in modo da proporre al cittadino  risposte sul piano della salute e dell’assistenza alla persona,  anche in termini di  supporto alla famiglia.