La gestione delle patologie croniche

 "In assenza di un intervento urgente, i crescenti costi finanziari ed economici delle malattie croniche raggiungeranno livelli tali da essere al di là delle capacità di farvi fronte anche da parte dei Paesi più ricchi del mondo."
Così si è espressa recentemente Margaret Chan, Direttore Generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, di fronte all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite; il suo intervento è terminato con un accorato appello rivolto ai rappresentanti degli Stati di tutto il mondo "Eccellenze, voi avete il potere e il dovere di fermare e invertire il disastro rappresentato dalle malattie croniche non trasmissibili. Voi avete il potere e il dovere di proteggere il vostro popolo e di far si che i vostri sforzi di sviluppo non siano vanificati"

I soggetti affetti da patologie croniche rappresentano il maggior carico per le risorse del Sistema Sanitario in termini di assitenza, ricoveri ospedalieri e di uso di farmaci; si calcola infatti che l’80% ed oltre delle risorse della sanità siano assorbite da circa il 20% della popolazione. Il continuo aumento di malattie cardiovascolari, diabete e malattie respiratorie croniche (circa 200.000 soggetti nella nostra regione) al quale si aggiunge la ben nota situazione demografica della Liguria, che detiene il primato di regione con il più elevato indice di vecchiaia d'Europa, impone una revisione del modello assistenziale che preveda una riorganizzazione delle cure primarie e una rimodulazione dei Distretti Sanitari e dei servizi territoriali. Tale riorganizzazione, tesa ad una valorizzazione dei Distretti Sanitari e delle attività ad essi collegate, è ulteriormente imposta dalla razionalizzazione della rete ospedaliera in atto. Il Distretto Sanitario è chiamato quindi ad assumere il ruolo di fulcro dell'assistenza territoriale della cronicità, al pari di quello che rappresenta l'ospedale per il trattamento dell’acuzie. In tale percorso è prevista anche la realizzazione di esperienze pilota in grado di realizzare la presa in carico continuativa dei soggetti affetti da patologie croniche. Quali sedi dovranno essere privilegiate i piccoli ospedali oggetto di trasformazione o le Case della Salute esistenti o nuova realizzazione, che in questo processo assumeranno il ruolo di "ospedali di distretto".

La presa in carico delle fragilità e delle cronicità ha inoltre la necessità che alle prestazioni di cura si accompagnino servizi di tutela personale, di aiuto e di assistenza offerti secondo la strutturazione del sistema sociale ligure ed in base alle indicazioni del Piano Sociale Integrato Regionale.
L'attuale contesto economico è tale da non consentire errori o incertezze e impone la ricerca della massima appropriatezza nella programmazione e messa in atto delle azioni del Sistema Sanitario.  Le scelte di policy e la conseguente valutazione di efficacia degli interventi realizzati dovranno quindi basarsi sull’uso di informazioni precise, tempestive e territorializzate relative alle caratteristiche e alle dinamiche dei fenomeni di interesse per la salute pubblica. I dati a nostra disposizione, derivanti dai flussi regionali e dai sistemi di sorveglianza, nel loro insieme sono tali da fornire un quadro ampio ed esaustivo, che consente di individuare le priorità, di monitorare lo stato di avanzamento delle azioni programmate e di valutare i risultati raggiunti.

Direttore Generale, Dott. Francesco Quaglia e Responsabile dell’Area di Intervento Epidemiologia e Prevenzione, Dr. Roberto Carloni

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