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HBSC

Che cos’è HBSC?

Health Behaviour in School-aged Children - Comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare. È uno studio multicentrico internazionale relativo agli stili di vita e salute dei giovani italiani tra 11 e 17 anni, svolto in collaborazione con l'Ufficio Regionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’Europa. Raccoglie i dati relativi ai comportamenti correlati con la salute, al benessere, al contesto sociale e ambientale di sviluppo delle competenze relazionali. Le indagini vengono effettuate nelle scuole secondarie di I° e II° grado. Il campionamento segue le indicazioni internazionali, avviene sulla base delle Asl.

Perché è importante?

Perchè è stato adottato come strumento unico nazionale per monitorare la salute dei pre-adolescenti e adolescenti. Come nel caso di OKkio alla Salute consente di orientare le iniziative sulla base delle esigenze emergenti. La fase adolescenziale, sulla base delle caratteristiche proprie della fase di sviluppo, rappresenta un momento di importanti cambiamenti fisici e psicologici nella quale si consolidano alcuni comportamenti che influiscono sulla salute di quello che sarà un adulto. Un ruolo essenziale è rappresentato dal contesto sociale (dove vivono, a scuola, con la famiglia e gli amici) che viene proprio analizzato dalla sorveglianza.
Al fine di fornire risposta e supporto nell’affrontare le necessità emergenti vengono proposte delle iniziative sulle tematiche oggetto dell’indagine.

Come si realizza?

Si realizza ogni 4 anni. Attraverso la compilazione di 2 questionari: 1 per i ragazzi e 1 per il Dirigente Scolastico.
I dati vengono raccolti mediante dei codici e le informazioni vengono riportate all’interno di un report con dati aggregati.
Si ringraziano tutti gli operatori sanitari, i Dirigenti Scolastici che in questi anni hanno contribuito all’analisi del contesto ligure.

Tutti i dettagli sono disponibili sul sito dell'Istituto Superiore di Sanità

Documenti

  • 15 Dicembre 2023

    HBSC - Report regionale 2022

    •  pdf
      (1.83 Mb)
  • 19 Gennaio 2024

    HBSC - Report regionale 2018

    •  pdf
      (1.4 Mb)
  • 19 Gennaio 2024

    HBSC - Report regionale 2014

    •  pdf
      (4.63 Mb)

Programma Genitori Più

“Genitori Più” è un Programma di promozione della salute mirato a favorire la salute nei primi 1000 giorni di vita del bambino attraverso alcune semplici azioni. L’obiettivo è aumentare le conoscenze e le capacità dei genitori futuri e dei neo-genitori. Il Programma è stato avviato dalla Regione Veneto e successivamente esteso a livello nazionale. 
Promuove otto azioni a tutela della salute nei primi 1000 giorni di vita (fino ai 2anni di età):

  1. l’attenzione alla salute nel periodo periconcezionale, in particolare l’assunzione di acido folico in modo appropriato fin da prima del concepimento
  2. l’astensione dalle bevande alcoliche in gravidanza e durante l’allattamento
  3. l’astensione dal fumo di sigaretta durante la gravidanza e nei luoghi frequentati dal bambino
  4. l’attenzione per la sicurezza ambientale, in particolare attraverso la protezione da incidenti stradali, da incidenti domestici e da inquinanti ambientali
  5. l’allattamento materno esclusivo nei primi 6 mesi di vita e continuato secondo i criteri OMS/UNICEF
  6. la posizione supina nel sonno
  7. le vaccinazioni
  8. la lettura precoce, già dai primi mesi di vita

Regione Liguria, anche alla luce dei dati emersi dalla Sorveglianza 0-2 anni realizzata nel 2022, programmerà iniziative di comunicazione e di formazione per incentivare l’adozione dei comportamenti virtuosi in questo ambito.

Approfondimento

GenitoriPiù

Sistemi di sorveglianza sugli stili di vita della popolazione

L'epidemiologia è la scienza medica che si occupa dello studio della distribuzione e della frequenza di malattie e di eventi di rilevanza sanitaria nella popolazione; uno "studio sul popolo" che si pone come cardine sia dell’attività clinica, con lo scopo di determinare, studiare e controllare malattie di causa conosciuta e sconosciuta, sia dell'attività di programmazione sanitaria del decisore pubblico, in quanto tra i fini dello studio epidemiologico vi sono la valutazione degli effetti economici di una malattia e l'analisi dei costi e dei benefici economici. I sistemi di sorveglianza consentono l’identificazione delle esigenze di salute della popolazione e le conseguenti priorità di intervento.  Nel DPCM del 2017 “Identificazione dei sistemi di sorveglianza e dei registri di mortalità, di tumori e di altre patologie” sono stati individuati nell’Allegato A i Sistemi di sorveglianza di rilevanza nazionale e regionale, coordinati dall’Istituto Superiore di Sanità, tra questi, le sorveglianze che consentono di raccogliere informazioni utili sullo stato di salute e sulle abitudini della popolazione ligure nell’arco dell’intero ciclo della vita. Tutti i dettagli sono riportati nelle sezioni dedicate.

Quali sono i principali sistemi di sorveglianza? 

  • Passi d’Argento dedicato alla popolazione anziana con più di 64 anni. La sua realizzazione prevede la collaborazione fra operatori sociali e sanitari, rappresentando pertanto un punto qualificante e di forza non solo per la raccolta dei dati, ma soprattutto per l'interpretazione dei risultati e conseguente messa in opera di azioni congiunte. La popolazione di ultra64enni è stata suddivisa in 4 sottogruppi, in buona salute a basso rischio di malattie, in buona salute a rischio di malattia, a rischio di disabilità e con disabilità. La raccolta dei dati è continua ed estesa su tutto il territorio regionale in modo tale che sia possibile confrontare i risultati tra AASSLL all'interno della nostra regione e tra regioni diverse, rilevando eventuali variazioni intervenute nel tempo;
  • Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia (PASSI), nato nel 2007 da un programma sostenuto dal CCM-Ministero Salute e con il supporto scientifico e organizzativo del CNESPS-ISS, con l'obiettivo di effettuare il monitoraggio dello stato di salute della popolazione adulta (18-69 anni) italiana, attraverso la rilevazione sistematica e continua delle abitudini, degli stili di vita e dello stato di attuazione dei programmi di intervento e con l'obiettivo ulteriore di rilevare modifiche nei comportamenti quale esito di politiche poste in essere dalle Aziende Sanitarie;
  • Sistema di sorveglianza sui rischi comportamentali in età 11-17 anni, HBSC (Health Behaviour in School-aged Children - Comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare) è uno studio multicentrico internazionale svolto ogni quattro anni in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, coordinato in Italia dall’ISS, indaga attraverso un questionario gli stili di vita dei nostri adolescenti;
  • Okkio alla salute attraverso un sistema di indagini capillari indaga le abitudini alimentari, l'attività fisica e lo stato ponderale dei bambini delle scuole primarie, attraverso questionari e misurazioni antropometriche;
  • 0-2 anni sui principali determinanti di salute del bambino volto a monitorare la diffusione di comportamenti protettivi o a rischio per la salute nei primi 1000 giorni di vita e descriverne le differenze territoriali e socio-demografiche, al fine di programmare azioni volte a migliorare la salute dei bambini.

Al Settore Epidemiologia e Prevenzione è assegnato il ruolo di Referente Istituzionale regionale con il compito di:

  • diffondere e comunicare in modo efficace i dati derivanti dai sistemi di sorveglianza, al fine di consentirne l'utilizzo da parte di decisori, specialisti ed operatori sanitari impegnati nel campo della prevenzione delle patologie croniche;
  • proporre ulteriori analisi dei dati raccolti, secondo specifiche esigenze e/o istanze;
  • supportare le attività delle Aziende Sanitarie;
  • partecipare ai lavori del Gruppo di Coordinamento Tecnico dei sistemi di sorveglianza.

In tal senso, A.Li.Sa. si impegna a promuovere strumenti di supporto all'attività di prevenzione primaria e secondaria, nonché a cooperare con le competenti aree al fine di favorire l'integrazione dei servizi sanitari e sociosanitari territoriali e ospedalieri.

Link
  • EPICENTRO
  • ASL5 - PASSI
  • ASL5 - Passi d'Argento

Infezioni correlate all’assistenza e antimicrobico-resistenza

Responsabile: dott.ssa Camilla Sticchi

Il rischio infettivo associato all’assistenza, ossia il rischio per pazienti, visitatori e operatori di contrarre una infezione, ha un posto particolare nell’ambito dei rischi associati all’assistenza sanitaria e socio-sanitaria, per dimensioni, complessità dei determinanti e trend epidemiologico in aumento. Le infezioni correlate all’assistenza (ICA) sono infezioni acquisite nel corso dell’assistenza e possono verificarsi in tutti gli ambiti assistenziali, sia ospedalieri che territoriali.

L'impatto clinico-economico è rilevante: secondo un rapporto dell’OMS, le ICA causano prolungamento della degenza, disabilità a lungo termine, mortalità, un aumento dell’antibiotico-resistenza e costi aggiuntivi.
Ogni anno si verificano più di 2,5 milioni di ICA in Europa, in Italia circa il 5-8% dei pazienti ricoverati contrae un’infezione ospedaliera, pari, ogni anno, a 450-700 mila infezioni in pazienti ricoverati in ospedale (soprattutto infezioni urinarie, seguite da infezioni della ferita chirurgica, polmoniti e sepsi). Di queste, si stima che circa il 30% siano potenzialmente prevenibili (135-210 mila) e che siano direttamente causa del decesso nell’1% dei casi (1350-2100 decessi prevenibili in un anno).

Le informazioni sulla diffusione delle ICA ad oggi disponibili confermano l’epidemiologia di decenni fa, cui si aggiunge la più moderna tendenza di alcuni patogeni a divenire maggiormente aggressivi e resistenti anche agli antibiotici di più recente generazione, proprio a causa della pressione selettiva determinata dall’abuso degli antibiotici in tutti i setting assistenziali, sia ospedalieri sia territoriali.

Il fenomeno dell’antibiotico-resistenza è divenuto un’emergenza di sanità pubblica a livello globale, emergenza dichiarata già da tempo dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, analizzata all'interno di una "Review on Antimicrobial Resistance", ricerca commissionata dal Governo Britannico e pubblicata nel 2014 dall'economista Jim O’Neill, che ha stimato come, in assenza di interventi efficaci, nel 2050 le infezioni batteriche arriveranno a causare circa 10 milioni di morti all’anno nel mondo, divenendo la prima causa di morte, riconducendoci di fatto all'era pre-antibiotica e superando ampiamente i decessi per tumore, diabete o incidenti stradali, con una perdita economica cumulativa compresa tra i 20 e i 35 miliardi di dollari

L’Italia è uno dei Paesi europei con i livelli più alti di AMR, sempre superiore alla media europea, e con un elevato consumo di antibiotici (al 6° posto, dati ESAC-Net dell’ECDC). La maggior parte di queste infezioni è gravata da elevata mortalità (fino al 30%), capacità di diffondere rapidamente nelle strutture sanitarie, causando epidemie intra- e inter-ospedaliere, e di divenire endemici. L’European Center for Disease Control (ECDC) ha stimato che annualmente si verificano in Europa 670.000 infezioni sostenute da microrganismi antibioticoresistenti: queste sono responsabili di 33.000 decessi, dei quali più di 10.000 in Italia data l’alta prevalenza di infezioni antibioticoresistenti (Cassini A et al. Lancet Infect Dis 2018).

L’OMS, riconoscendo l’AMR un problema complesso che può essere affrontato solo con interventi coordinati multisettoriali, promuove un approccio One Health, sistematizzato nel 2015 con l’approvazione del Piano d’Azione Globale per contrastare l’AMR, collaborando da tempo con FAO, OIE e UNEP. Ugualmente, la Commissione Europea ha adottato una prospettiva One Health e nel Piano d’azione 2011-2016 ha identificato le aree prioritarie di intervento. Il 2 novembre 2017 in Italia è stato approvato in Conferenza Stato Regioni il primo Piano nazionale di contrasto dell’AMR (PNCAR) 2017-2020, propagato a tutto il 2021 a causa dell’emergenza sanitaria causata dalla pandemia da Covid-19. Il 30 novembre 2022 è stato approvato il nuovo PNCAR 2022-2025, che coerentemente con l’approccio One Health, si fonda.

La consapevolezza dell'interazione tra elementi umani, animali e ambientali ha reso sempre più urgente l'adozione di un approccio innovativo, globale, multidisciplinare e olistico nell'affrontare le questioni legate alla salute. L'approccio One Health è oggi un elemento indispensabile per affrontare ciò che è universalmente riconosciuto come una delle sfide più impegnative per la salute e lo sviluppo a livello globale.

Il Piano d’Azione Globale (GAP), approvato nel 2015 in occasione dell’Assemblea Mondiale della Sanità, mirato a contrastare la resistenza antimicrobica, ha impegnato i Paesi membri ad elaborare piani nazionali entro il 2017.

Il primo Piano Nazionale di Contrasto all’Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) 2017-2020, è stato approvato il 2 novembre 2017, tramite atto di Intesa tra Governo, le Regioni e le Province autonome di Treno e di Bolzano, introducendo l’approccio one-health nelle politiche di monitoraggio e controllo del fenomeno attraverso la forte interazione tra la componente di Sanità umana e veterinaria, piano nazionale propagato a tutto il 2021 a causa dell’emergenza sanitaria causata dalla pandemia da Covid-19.

In data 30 novembre 2022 (Rep. Atti n. 233/CSR) è stato quindi approvato il più recente Piano nazionale di contrasto all'antibiotico-resistenza (PNCAR) 2022-2025 che, richiamando i principi della precedente edizione, estende ulteriormente il concetto one health integrando con la componente di monitoraggio e controllo ambientale e prevedendo attività di natura trasversale, di governance, formazione, comunicazione, ricerca e bioetica e cooperazione internazionale.

Sorveglianza delle infezioni e delle colonizzazioni da enterobatteri resistenti ai carbapenemi (CRE) e/o produttori di carbapenemasi (CPE)

L'Istituto Superiore di Sanità (ISS) svolge un ruolo cruciale nella sorveglianza sanitaria in Italia, coordinando diverse iniziative di monitoraggio delle infezioni batteriche resistenti agli antibiotici.
Tra le sorveglianze richieste dal Ministero della Salute, in merito all’AMR, risulta anche quella delle batteriemie da Enterobatteri produttori di carbapenemasi (CPE) che prevede la segnalazione di tutti i casi di batteriemia da Enterobatteri, nello specifico ceppi di Klebsiella pneumoniae o Escherichia coli produttori di carbapenemasi (CPE), e/o resistenti ai carbapenemi imipenem o meropenem. 
La sorveglianza nazionale delle batteriemie causate da Enterobatteri produttori di carbapenemasi (CPE) è stata introdotta con Circolare del Ministero della Salute n. 4968 del 26/02/2013.
Il protocollo della sorveglianza è stato aggiornato con una successiva Circolare del 6 dicembre 2019 (Aggiornamento delle indicazioni per la sorveglianza e il controllo delle infezioni da Enterobatteri resistenti ai carbapenemi, CRE) con l’obiettivo di migliorare l’aderenza alla sorveglianza, la qualità dei dati e la tempestività di notifica, con cui è stato introdotto obbligo di segnalazione dei casi di malattia attraverso piattaforma online dedicata, fornendo anche indicazioni sulle misure di sorveglianza e controllo della trasmissione all’interno delle strutture sanitarie nonché l’avvio di una sorveglianza attiva mirata alla tempestiva individuazione di soggetti colonizzati (screening).
La sorveglianza raccoglie e analizza le segnalazioni dei casi di batteriemie da K. Pneumoniae ed E. coli resistenti ai carbapenemi e/o produttori di carbapenemasi su tutto il territorio nazionale, che devono essere notificate dagli Ospedali/Aziende ospedaliere e dalle Unità sanitarie locali al Ministero della Salute e all’Istituto Superiore di Sanità (ISS) tramite il sistema di segnalazione online, raggiungibile al link: https://cre.iss.it/, con accesso diretto da parte delle Regioni e degli ospedali.
Per facilitare la segnalazione locale è stata approntata una scheda cartacea (Allegato 1 - CRE) equivalente a quella informatizzata, ma non è più prevista la trasmissione all’ISS del modello cartaceo, che riceve esclusivamente le segnalazioni in formato elettronico attraverso la piattaforma nazionale dedicata, contribuendo così a migliorare la completezza, l’accuratezza e la congruenza dei dati.
L’obiettivo della informatizzazione è quello di rendere più tempestiva l’analisi dei dati.
L’accesso al portale può essere richiesto anche dagli ospedali che intendano registrare direttamente le segnalazioni di caso seguendo le istruzioni riportate nell’Allegato 2 - CRE della CM n. 35470 del 6 dicembre 2019.
Con DGR 529/2015 Regione Liguria ha approvato il protocollo di ARS Liguria “Gestione di enterobacteriaceae resistenti ai carbapenemi nelle strutture sanitarie” che rappresenta il primo documento di riferimento nel contesto regionale e che consente ad oggi di disporre di un consistente numero di informazioni utili anche a misurare l’impatto delle politiche di contrasto.
Il protocollo è stato successivamente aggiornato con Deliberazione del Direttore Generale n. 117 del 12.05.2023.

Sorveglianza e notifica Candida auris

Candida auris rappresenta una grave minaccia per la salute globale di più recente emergenza, caratterizzata da plurima resistenza a farmaci antifungini e potenzialmente responsabile di infezioni invasive e mortali. Come previsto dalla Circolare Ministeriale n. 9275 del 05.06.2020 i casi di Candida spp., incluso quelli di C. auris, sono soggetti a sorveglianza passiva e notifica obbligatoria, con comunicazione tempestiva al Ministero della Salute di ogni caso di positività (infezione o colonizzazione) sia esso sporadico o focolaio epidemico. Indicazioni più aggiornate sono reperibili dalla più recente Circolare ministeriale n. 19076 del 19/06/2023 che ha introdotto anche specifica Scheda di notifica.
Lo screening per C. auris è stato introdotto in Liguria con Deliberazione A.Li.Sa. n.117/2023, prevedendo l’effettuazione del test diagnostico al momento del ricovero nei reparti ospedalieri a maggior criticità ed in soggetti con fattori di rischio individuali.

Reportistica

Tutte le Aziende Sanitarie pubbliche della Liguria inviano report mensile sul numero di test effettuati, numero di pazienti testati per la ricerca attiva delle colonizzazioni da CRE e C. auris (Monitoraggio attività di sorveglianza di CRE e C.auris).

Documenti

  • 10 Novembre 2023

    Piano nazionale di contrasto all'antibiotico-resistenza (PNCAR) 2022-2025

    •  pdf
      (2.04 Mb)

Newsletter

  • 19 Gennaio 2024

    Alisa Informa - Numero 4 - dicembre 2023

    •  pdf
      (2.83 Mb)
  • 14 Dicembre 2023

    Alisa Informa - Numero 3 - gennaio 2020

    •  pdf
      (869.24 Kb)
  • 22 Gennaio 2019

    Alisa Informa - Numero 2 - dicembre 2018

    •  pdf
      (1.7 Mb)
  • 10 Novembre 2017

    Alisa Informa - Numero 1 - settembre 2017

    •  pdf
      (1.49 Mb)

Vaccinazione nell'infanzia, adolescenza e nell'adulto

Perché vaccinarsi

Le vaccinazioni sono lo strumento più efficace per proteggersi da malattie gravi e potenzialmente mortali e costituiscono uno dei più potenti strumenti di prevenzione a disposizione della sanità pubblica: è soprattutto grazie alla vaccinazione che nel 1980 il vaiolo è stato dichiarato eradicato a livello globale e che la polio è in via di eliminazione.
Anche le malattie più comuni possono avere complicanze gravi, come il morbillo, una malattia che può causare polmonite (1-6% dei casi), encefalite (1 ogni 1000-2000 casi) e in casi estremi anche il decesso. Altro esempio è la rosolia, che normalmente ha un decorso leggero, ma se contratta in gravidanza può avere effetti negativi sulla salute del bambino (morte fetale, aborto spontaneo, malformazioni gravi, decesso del neonato).
Inoltre, per le malattie che si trasmettono da persona a persona, le vaccinazioni non solo proteggono noi stessi, ma anche le persone che non possono essere vaccinate (perché non ancora in età raccomandata, perché non rispondono alla vaccinazione o perché presentano controindicazioni). Questo avviene grazie all’immunità di gregge per cui, se la percentuale di individui vaccinati all’interno di una popolazione è elevata si riduce la trasmissione della malattia e, quindi, la possibilità che le persone non vaccinate entrino in contatto con l’agente infettivo. Se vengono mantenute coperture sufficientemente alte nella popolazione, si impedisce al virus di circolare fino alla sua completa scomparsa con eliminazione della malattia.

Perché è aumentato il numero di vaccinazioni obbligatorie?

Ad oggi esistono ancora patologie che vengono sottovalutate e in alcuni casi dimenticate, come la poliomielite, che, in assenza di coperture vaccinali adeguate, possono ripresentarsi ed essere molto pericolose, soprattutto per i bambini che non vengono vaccinati e che hanno un alto rischio di contrarle. 

Dai dati a disposizione è evidente che, a partire dal 2013, in Italia si è registrato un calo progressivo delle vaccinazioni effettuate. La soglia minima di copertura vaccinale raccomandata dall’OMS è del 95%, valore che permette di ottenere una protezione sia per i soggetti vaccinati, sia per quelli che non possono vaccinarsi o sui quali la vaccinazione non è efficace.

A partire dal Decreto legge 7 giugno 2017, n. 73, convertito in Legge 119/2017, è stato incrementato il numero di vaccinazioni obbligatorie, da effettuare nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza (da 0 a 16 anni).

Di seguito, l’elenco delle 10 vaccinazioni obbligatorie:

  • Vaccino contro difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B, Haemophilus influenzae di tipo B
  • Vaccino contro morbillo-parotite-rosolia (MPR) e contro la varicella (V) 

I vaccini sopra citati, sono obbligatori per l’ammissione all’asilo nido e alle scuole dell’infanzia (bambini 0-6 anni). In caso di inadempimento all’obbligo vaccinale per bambini e ragazzi più grandi è consentito accedere agli altri gradi di istruzione (scuola dell’obbligo), ma è prevista l’applicazione di una sanzione amministrativa.

L’obbligo vaccinale non sussiste nelle seguenti condizioni:

  • Bambini e ragazzi che hanno già contratto la malattia
  • Bambini che presentano specifiche condizioni cliniche che costituiscono una controindicazione permanente e/o temporanea alle vaccinazioni

I vaccini per i quali esiste l’obbligo di vaccinazione possono essere disponibili in forma:

  • Monocomponente: offrono protezione verso una malattia
  • Combinata: in un unico vaccino sono presenti gli antigeni che proteggono da più di una malattia, per esempio il vaccino esavalente, il vaccino difterite-tetano-pertosse, il vaccino difterite-tetano-pertosse-polio, il vaccino MPR (morbillo-parotite-rosolia) e MPR-V (morbillo-parotite-rosolia-varicella).

I vaccini combinati permettono, tramite un’unica somministrazione, di proteggere da più malattie e ridurre il disagio provocato dall’iniezione. L’assunzione di vaccini combinati non è controindicata nel caso in cui si sia già sviluppata l’immunità verso una delle malattie per le quali il vaccino fornisce la protezione.1

Quali sono i vaccini raccomandati?

Il Piano nazionale prevenzione vaccinale (PNPV) 2023-2025, insieme alle vaccinazioni offerte attivamente e gratuitamente per fascia d'età, indica anche le vaccinazioni raccomandate a particolari categorie a rischio (per condizione medica, esposizione professionale, eventi occasionali, vulnerabilità sociali ed economiche). Per quanto riguarda i vaccini anti-SARS-CoV-2/COVID-19 e anti-Mpox e la vaccinazione antinfluenzale si rimanda rispettivamente alle specifiche indicazioni del Ministero della Salute e alla circolare annuale contenente le raccomandazioni per la prevenzione e controllo dell'influenza.

Il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (PNPV) 2023-2025, approvato in Conferenza Stato-Regioni il 2 agosto 2023 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 agosto 2023 (G.U. Serie Generale, n. 194 del 21 agosto 2023), presenta le seguenti novità rispetto al precedente:

  • offerta della vaccinazione antimeningococcica quadrivalente (ACWY) al compimento del primo anno di età, al posto della monovalente (C)
  • estensione dell’offerta attiva della vaccinazione contro l’HPV alle donne 25enni non vaccinate in occasione dello screening per la cervice uterina
  • allargamento dell'offerta vaccinale per i soggetti a rischio (es. Herpes Zoster per i soggetti a rischio a partire dai 18 anni di età)
  • possibilità di inserire la vaccinazione contro il meningococco B nell'adolescente, in base alla situazione epidemiologica della singola Regione/PA
  • mantenimento della gratuità fino ai 18 anni compresi, in caso di adesione ritardata, delle vaccinazioni raccomandate non obbligatorie dell'infanzia e adolescenza
  • mantenimento della gratuità, in caso di adesione ritardata, delle vaccinazioni offerte all'adulto.

Il PNPV e il relativo Calendario nazionale vaccinale hanno lo scopo primario di armonizzare le strategie vaccinali messe in atto nel Paese per garantire alla popolazione, indipendentemente da luogo di residenza, reddito, livello socioculturale e status giuridico, i pieni benefici derivanti dalla vaccinazione. Questa, infatti, va intesa come strumento di protezione sia individuale sia collettiva da realizzarsi attraverso l'equità nell'accesso a vaccini di elevata qualità, sotto il profilo di efficacia e sicurezza e a servizi di immunizzazione di livello eccellente.

Quali sono gli obiettivi individuati del PNPV 2023-2025?

  • mantenere lo stato polio free
  • raggiungere e mantenere l’eliminazione di morbillo e rosolia
  • rafforzare la prevenzione del cancro della cervice uterina e delle altre malattie HPV correlate
  • raggiungere e mantenere le coperture vaccinali target rafforzando governance, reti e percorsi di prevenzione vaccinale
  • promuovere interventi vaccinali nei gruppi di popolazione ad alto rischio per patologia, favorendo un approccio centrato sulle esigenze del cittadino/paziente
  • ridurre le diseguaglianze e prevedere azioni per i gruppi di popolazione difficilmente raggiungibili e/o con bassa copertura vaccinale
  • completare l’informatizzazione delle anagrafi vaccinali regionali e mettere a regime l’anagrafe vaccinale nazionale
  • migliorare la sorveglianza delle malattie infettive prevenibili da vaccino
  • rafforzare la comunicazione in campo vaccinale
  • promuovere nei professionisti sanitari la cultura delle vaccinazioni e la formazione in vaccinologia.

Quali sono le vaccinazioni offerte in Liguria?

Con DGR n. 916 del 25.09.2023 la Liguria ha recepito il PNPV 2023-2025 e predisposto un proprio calendario vaccinale regionale aggiornato, che declinando le indicazioni contenute nel PNPV, estende ulteriormente l’offerta, introducendo la vaccinazione contro il meningococco B anche nell’adolescente.

Documenti

  • 14 Dicembre 2023

    Calendario vaccinale regionale della Liguria

    •  pdf
      (165.26 Kb)
  • 10 Novembre 2023

    Piano nazionale prevenzione vaccinale (PNPV) 2023-2025

    •  pdf
      (895.87 Kb)
  • 10 Novembre 2023

    DGR n. 916 del 25.09.2023

    Recepimento della Intesa Stato-Regioni/PP.AA. (Rep. Atti n. 193/CSR 2 agosto 2023) - “Piano nazionale di prevenzione vaccinale (PNPV) 2023-2025” e approvazione del Calendario vaccinale regionale della Liguria, aggiornamento 2023

    •  pdf
      (5.13 Mb)

  1. Vaccinazione anti Covid-19
  2. Vaccinazione antinfluenzale
  3. Piano regionale della prevenzione
  4. Eventi e incontri

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